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Chieti - Francavilla al mare, le colonie estive |
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Sembra una di quelle
cittadine di mare spuntate negli ultimi decenni sull’Adriatico grazie al
turismo balneare, invece mostra radici antichissime: le tracce dei primi
insediamenti umani risalgono a fine '800, sulle colline di Santa
Cecilia. Per parlare, tuttavia, di un centro abitato vero e proprio
dobbiamo rifarci a un atto di Guglielmo I, re di Sicilia, che, nel 1162,
fa menzione di Francavilla. Perché il nome di Francavilla? C’entrano i
Franchi o l’etimologia è diversa? Gli storici sembrano accettare la
spiegazione comune a parecchie località di denominazione analoga:
Francavilla ovvero "città franca", cioè libera da tributi e dipendenze
feudali. Il nucleo medievale del borgo, che oggi è chiamato Paese Alto,
era occupato dalla Civitella circondata da mura e difesa da torri; non
aveva al suo centro un palazzo signorile o un castello. Il punto di
riferimento del borgo era l’antica Chiesa di San Giovanni Battista, che
in seguito nel 1300 prese il nome di San Francesco e di cui rimane
ancora qualche rudere. Il resto del Paese Alto si aggiunse nel corso dei
secoli alla Civitella assumendo la caratteristica pianta a spina di
pesce e fu anch’esso circondato da mura che si aprivano in tre porte:
Porta San Franco, Porta Ripa e Porta della Marina. Nel secolo XIII sorse
la Chiesa di Santa Maria Maggiore, detta comunemente di San Franco, una
chiesa che divenne importante arricchendosi nel 1413 del prezioso
Ostensorio di Nicola da Guardiagrele. Al mare la cittadina deve il suo
sviluppo e nel Settecento ebbe perfino un porto vivace e trafficato; dal
mare, tuttavia, ha avuto incursioni e scorrerie, la più disastrosa delle
quali è stata quella dei Turchi il 31 luglio 1566 che distrusse le mura,
incendiò chiese e palazzi e fu la causa della cattura di molti abitanti.
Si può dire che solo nel 1800 Francavilla tornò al suo splendore e negli
ultimi decenni del XIX secolo da antico borgo arroccato sul colle si
trasformò in un ridente centro di villeggiatura con la nascita dei nuovi
quartieri della Marina. Iniziò l’epoca della "moda dei bagni" con la
venuta di Romani e Pugliesi sulle spiagge dell’Adriatico e Francavilla
divenne uno dei più rinomati centri di villeggiatura estiva. La sua fama
si accrebbe con il Cenacolo di artisti che Francesco Paolo Michetti
accoglieva nel suo Convento: D’Annunzio, Tosti, Barbella, Scarfoglio.
Questo periodo fiorente fu bruscamente interrotto dagli eventi del
secondo conflitto mondiale: dal dicembre 1943 fino a giugno 1944 la
linea del fronte restò ferma a pochi chilometri da Francavilla, ormai
quasi completamente distrutta. Oggi Francavilla si stende tra la
spiaggia e la collina, a poca distanza da Chieti e vicinissima a
Pescara, al cui litorale si è addirittura appoggiata e ha raggiunto le
sponde del Foro. Animatissima durante la stagione estiva grazie alla
presenza di turisti e villeggianti locali e provenienti dalle altre
regioni e nazioni, in inverno conduce una vita più tranquilla per
risvegliarsi con rinnovata vivacità in occasione del Carnevale, con la
sfilata dei carri allegorici che raccoglie migliaia di spettatori
provenienti da tutta la regione.
Anche quest'anno, il 2006, Donatella ed io abbiamo fatto la nostra puntatina a Francavilla il 2 di febbraio quando siamo venuti giù per il compleanno della mamma Gina, il suo ottantesimo e abbiamo trovato una bella giornata di sole che abbiamo immortalato con delle belle fotografie.
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