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Chieti - La Chiesa di Santa
Maria del Carmine alla Civitella |
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La chiesa di Santa Maria del
Carmine o della Civitella si trova nel punto più alto della città. La
Chiesa sorse nel 1924 sulle rovine della rocca preromana e romana di
Teate per opera del Beato Roberto da Salle e dei devoti e ammiratori dei
Monaci Celestini. Ciò si rivela da un inventario delle prprietà del
monastero cmposto, nel 1623, sotto l'abate D. Maurizio da Salerno, e da
una bolla di Benedetto XI del 1304, in cui si ricorda, tra le altre
chiese, questa di Santa Maria de Civitellis. La Chiesa, come tutto
l'edificio annesso con l'antico chiostro, fu trasformata dapprima in
caserma poi in sede del Collegio Femminile "B.V. del Carmine", fondato
dall'Arcivescovo Venturi nel 1934. L'attuale forma classica ed elegante
della Chiesa
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risale al 1677. La
ricostruzione fu sollecitata dall'abate Girolamo Lasena perchè
l'antica Chiesa dei Monaci Celestini era divenuta squallida e
fatiscente; di essa non rimane che il bel portale di pietra di
forme gotiche del 1321 che il priore Francesco di Chieti fece
eseguire da Nicola Mancini di Ortona. E' notevole al di sopra
del portale, una testa di re coronata, che la tradizione
riferisce al re Carlo d'Angiò, il quale governava allora
il reame di Napoli ed era devotissimo di S. Pietro Celestino.
Nell'interno sono rilevanti gli altari barocchi, l'abside
rettangolare, in fondo al quale è costruita in stucco l'immagine
della Vergine che ascende al cielo, e il grande pannello della
volta con la Caduta di Lucifero, dipinto nel secolo XVIII dal
pittore Donato Teodoro di Chieti; altre pitture di Teodoro, che
erano nella Chiesa, ora sono conservate nel Palazzo Comunale.
Della vecchia costruzione rimane nell'interno, a sinistra di chi
entra, un affresco del secolo XVI rappresentante la Vergine col
Bambino tra S. Pietro Celestino e S. Antonio di Padova. In
questa Chiesa è sepolto lo storico G. Ravizza. Tornando
Tornando

indietro per via
Ravizza si devia a destra per via S. Zecca, nella cui estremità,
a sinistra, sono i ruderi del Teatro romano.
Chieti - Anfiteatro Romano della
Civitella

L'anfiteatro romano |
In cima al colle, nel punto più
alto della città di Chieti, dove una volta c'era il campo sportivo della
Civitella, oggi sorge dagli scavi effettuati negli anni 2000, un
anfiteatro romano, a testimonianza dell'antica civiltà. Il Teatro romano
fu
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costruito probabilmente nel I secolo d.C. nel periodo di
maggior orgoglio della città antica. E pensare che io ci
ho pure giocato sopra quando feci l'aziendale con la
"Teatina" e non lo sapevo.... Dell'antica costruzione,
che aveva forma circolare, rimane in piedi l'ala
sinistra della cavea nella quale si conservano alcuni
corridoi interni; la grande cavea consentiva un numero
grandissimo di spettatori ( circa 5000 ) in quanto il
teatro misurava oltre 80 metri di diametro. La possente
struttura adatta al carattere del terreno, in parte era addossataal pendio della collina adiacente, in parte era
costruita in calcestruzzo con rivestimento in pietra e
mattoni a filari, ad opus reticulatum. Si accedeva
all'ingresso princip
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