Chieti - Palazzo Arcivescovile

 

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Torre del Palazzo Arcivescovile - Chieti

 

 

L'edificio del Palazzo Arcivescovile è stato costruito per uso civile ed è appartenuto a Caio Vezio, padre di Marco Vezio. Incerta è l'epoca in cui l'edificio sia passato in propietà e ad uso dei Presuli teatini. Il Palazzo conserva la sua destinazione da oltre mille anni, in quanto il Presule Luidino lo restaurò nell'anno 1006, pertanto si suppone l'avvenuta sua precedente destinazione a sede vescovile. Questa antica e illustre dimora raccoglie le memorie e i fasti più ragguardevoli della storia pubblica della Città attraverso la lunga serie dei suoi Vescovi, a cominciare da San Giustino, che i chietini vollero Vescovo della Città ove morì nel 1300. La facciata, come osserviamo oggi, semplice e armoniosa, è stasta rifatta negli anni 1877-1887 per poter allargare la Via Pollione. Nel 1470 il Vescovo Colantonio Valignani, chietino, volle ampliarlo aggiungendo la Torre, in laterizio a vista, adorna nella parte terminale con coppelle maiolicate.

 

   


Chieti - Chiesa di San Giovanni dei Cappuccini

 

   

La facciata della Chiesa di San Giovanni

 

In fondo alla via dei Sette Dolori troviamo la Chiesa di San Giovanni dei Cappuccini con annesso ricovero per anziani. La Chiesa è una delle più interessanti Chiese cittadine, per originalità di costruzione e di opere. Edificata nel 1586, consacrata nel 1605, la Chiesa fu rimaneggiata nelle prima metà del secolo XVIII. Relativamente ampia, a una sola navata con abside rettangolare e profonda e con quattro cappelle sul suo lato sinistro, ha una fisionomia semplice ed austera. In questi giorni di febbraio 2006 è ancora una volta in restauro e io sono riuscito ad accedervi solo grazie alla bonarietà del custode che mi ha fatto dare una rapida occhiata. Mi ripropongo di rivisitarla con più tempo e in maniera più dettagliata in futuro in quanto questa è una delle chiese più belle della città di Chieti. La sua grande ricchezza sta nell'altare ligneo opera di maestroi cappuccini del secolo XVIII.

 

       

Una delle statue in legno intagliatio

Iniziando la descrizione dalla sinistra di chi entra, nelle prima cappella troviamo il quadro col Crocifisso e santi, opera di scuola veneziana, riferibili ai primi del secolo XVII; nella seconda cappella, il quadro della Pietà di Maria e Santi, anche questa di scuola veneziana riferibile al secolo XVII; nella terza cappella, il quadro della Vergine e San Francesco D'Assisi, di scuola romana del secolo XVIII; nella quarta cappella, il quadro di San Felice da Cantalice, di scuola bolognese, riferibile al secolo XVII; nel capoaltare, il quadro con la Vergine e Santi, della scuola del Moretto di Brescia. L'Altare Maggiore, molto ingegnoso per certe molle che aprono una quantità di tabernacoli con reliquie; ha un ricco e armonioso ciborio di legno scolpito e intarsiato disegnato ed eseguito da frà Felice Palombieri da Teramo nel secolo XVIII. Altari di questa fattispecie erano definiti "macchine" perchè oltre ad essere delle eccellenti strutture architettoniche, contenevano un ingegnoso meccanismo posto alla base di questa costruzione. Infatti, attraverso un argano collocato genialmente nella parte posteriore dell'altare, si riesce a far muovere una serie di pannelli che così vanno a celarsi dietro appositi incavi, mostrando a seconda del tempo liturgico le tele o le miriadi di cristalli, contenitori di reliquie. Con questo artificio barocco, si ottengono meraviglia, stupore, sorpresa tale da soddisfare la fantasia, il gusto e il bisogno del raro. Il frate Palombieri, un singolare cappuccino laico ebanista, nell'agosto del 1700, con il figlio ed altri marangoni, intraprese la costruzione del nuovo Altare Maggiore ligneo in sostituzione dell'antica opera di Frà Marco da Sulmona, andato distrutto nel medesimo anno. Gli stessi hanno poi arredato moltissime altre chiese dell'Ordine, sia in Abruzzo che altrove, come ad esempio la Chiesa Cappuccina a Teramo. La Chiesa è tutta da esplorare perchè diverse sono le bellezze che ci può offrire. Nella parete della terza cappella è incastonato il monumento funebre de duca Michele Bassi Valignani, opera d'arte neoclassica di pretta connotazione canoviana, assai rara in Abruzzo. Il monumento marmoreo, con un preciso riferimento iconologico, rammenta la raffinatezza e l'eleganza

del Canova in alcune delle sue opere più importanti, quale ad esempio la Stele Traversa. Attualmente la Chiesa è la cappella degli Istituti Riuniti di Assistenza San Giovanni Battista, casa di ricovero per anziani, i cui ospiti hanno necessità e diritto al silenzio alla discrezione e al rispetto.............

 

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