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Chieti - Museo di Scienze Biomediche |
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sicuramente quest'anno, il 2006, quando il Museo potrà ospitare un'interessante mostra sulle mummie abruzzesi. Per l'esposizione, che contano di realizzare si avvarranno della collaborazione di altri importanti musei italiani con alcuni materiali che saranno allestiti nella sala a pianterreno, accanto all'auditorium. Ci sarà una sezione tutta dedicata alle mummie aquilane, con le salme di una donna e suo figlio, mentre al centro della sala sarà posizionata la mummia di un bambino trovato a Celano. Avranno, inoltre, una teca contenente tessuti mummificati provenienti da Ercolano, con i resti di organi come fegato e capelli. Sarà inoltre presentata una ricostruzione della mummia del Similaun . Il Museo, che si sviluppa attualmente su un unico piano, entro l'anno in corso dovrebbero allestire anche il piano ammezzato, attualmente visibile soltanto attraverso la campana di vetro al centro dell'edificio, in cui sono esposti gli scheletri reali di diverse specie di scimmie. Verranno altresì utilizzate collezioni di primati in modo da creare delle finestre espositive visibili anche dal piano terra che saranno separate dal nuovo percorso tramite dei pannelli neri. Le nuove sale, quindi, formeranno un itinerario circolare dedicato alla storia biologica dell'uomo in Abruzzo. In quattro momenti verranno ricostruite, tramite diorami, le scene tipiche di vita quotidiana dal Paleolitico superiore all'epoca medievale. Vedremo nelle visite future,le popolazioni della Piana del Fucino pescare nei bacini naturali, usare forme primitive di stecchini per i denti; oppure combattimenti, anche mortali, ingaggiati dagli Italici della necropoli di Opi (V-VI sec. a. C.) ed i rituali legati alla morte. Ed ancora i cambiamenti indotti nelle genti locali dopo la romanizzazione, in particolare l'influenza a livello biologico nelle popolazioni di Sulmona, Fonte d'Amore; e, per finire, l'arrivo delle prime urbanizzazioni con i reperti delle necropoli teramane e lo sviluppo di epidemie che innalza notevolmente il tasso di mortalità. Tanto lavoro in programma per gli ideatori di questo museo che daranno allo stesso un notevole ritorno d'immagine riuscendo a dare un servizio continuativo di apertura al pubblico, con l'opera dei volontari. A Pasqua farò la seconda visita e controllerò se questi buoni propositi si sono tramutati in fatti concreti e ve li documenterò con un buon numero di fotografie
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