Chieti - Museo di Scienze Biomediche

 

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Il nuovo museo di Scienze Biomediche alla Villa Comunale di Chieti nel Palazzo Ex cinema ENAL

 

 
Oggi 03 fibbraio 2006 sono stato a visitare il nuovo museo di Scienze Biomediche della "d'Annunzio". E' un museo in piena crescita, grazie soprattutto alla strategica collocazione, che, negli ultimi mesi, ha registrato un trend positivo che si è attestato sui cento visitatori al giorno. E' soprattutto merito della nuova posizione alla Villa Comunale se il Museo può ora vantare un numero di visite decisamente soddisfacente. E stato introdotto il biglietto d'ingresso al prezzo simbolico di un euro che è da ritenersi un buon prezzo per il servizio offerto. Ora è consentita la visita solo al piano terra dove nelle bacheche dimorano i reperti recuperati in varie epoche in terra d' Abruzzo. Particolarmente interessanti risultano la serie di crani, esposti nel reparto dedicato alle malattie mentali, essi presentano una serie di fori, praticati con trapani di varia misura e foggia, praticati nell'antichità per alleviare in tal modo i fortissimi mal di testa. Significative risultano le illustrazioni delle operazioni che venivano effettuate sui poveri malcapitati. In questa sala, dedicata alla illustrazione e alla storia della terapia del dolore attraverso i secoli, sono esposti diversi crani tra cui figura il più antico caso di trapanazione fino ad oggi descritto, proveniente da Catignano, presso Pescara, e risalente al Neolitico, circa 7000 anni fa. Sono presenti altresì, antichi medicamenti di origine vegetale, strumenti chirurgici antichi e vecchi amuleti, impiegati anch'essi forse, con dubbia efficacia nella
terapia del dolore durante i secoli scorsi. Io naturalmente mi ero attrezzato con la mia digicam Olympus per fotografare quanto più possibile, dato anche le buonissime condizioni di luce, che mi avrebbero permesso di immortalare i reperti anche se racchiusi nelle vetrinette senza l'uso del flash. Sul più bello mi è finita la memoria su cui registrare e gli scatti sono stati pochissimi, comunque mi ripropongo in futuro di farci un'altra visitina. Le novità più importanti comunque riguarderanno

 

Fra le sezioni permanenti è importante quella che illustra le origini dell'uomo, con calchi che riproducono i principali fossili di antenati dell'uomo attuale ed alcuni originali. Un grande diorama introduce alla storia evolutiva dell'uomo e presenta i principali protagonisti, ricostruiti così come dovevano apparire in vita. Un touch - screen consente di ripercorrere virtualmente con l'ausilio di un computer le principali tappe dell'evoluzione umana.

    

 

sicuramente quest'anno, il 2006, quando il Museo potrà ospitare un'interessante mostra sulle mummie abruzzesi. Per l'esposizione, che contano di realizzare si avvarranno della collaborazione di altri importanti musei italiani con alcuni materiali che saranno allestiti nella sala a pianterreno, accanto all'auditorium. Ci sarà una sezione tutta dedicata alle mummie aquilane, con le salme di una donna e suo figlio, mentre al centro della sala sarà posizionata la mummia di un bambino trovato a Celano. Avranno, inoltre, una teca contenente tessuti mummificati provenienti da Ercolano, con i resti di organi come fegato e capelli. Sarà inoltre presentata una ricostruzione della mummia del Similaun . Il Museo, che si sviluppa attualmente su un unico piano, entro l'anno in corso dovrebbero allestire anche il piano ammezzato, attualmente visibile soltanto attraverso la campana di vetro al centro dell'edificio, in cui sono esposti gli scheletri reali di diverse specie di scimmie. Verranno altresì utilizzate collezioni di primati in modo da creare delle finestre espositive visibili anche dal piano terra che saranno separate dal nuovo percorso tramite dei pannelli neri. Le nuove sale, quindi, formeranno un itinerario circolare dedicato alla storia biologica dell'uomo in Abruzzo. In quattro momenti verranno ricostruite, tramite diorami, le scene tipiche di vita quotidiana dal Paleolitico superiore all'epoca medievale. Vedremo nelle visite future,le popolazioni della Piana del Fucino pescare nei bacini naturali, usare forme primitive di stecchini per i denti; oppure combattimenti, anche mortali, ingaggiati dagli Italici della necropoli di Opi (V-VI sec. a. C.) ed i rituali legati alla morte. Ed ancora i cambiamenti indotti nelle genti locali dopo la romanizzazione, in particolare l'influenza a livello biologico nelle popolazioni di Sulmona, Fonte d'Amore; e, per finire, l'arrivo delle prime urbanizzazioni con i reperti delle necropoli teramane e lo sviluppo di epidemie che innalza notevolmente il tasso di mortalità. Tanto lavoro in programma per gli ideatori di questo museo che daranno allo stesso un notevole ritorno d'immagine riuscendo a dare un servizio continuativo di apertura al pubblico, con l'opera dei volontari. A Pasqua farò la seconda visita e controllerò se questi buoni propositi si sono tramutati in fatti concreti e ve li documenterò con un buon numero di fotografie


@enio

 

 

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