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Chieti - I Tempietti Romani,
dietro alle Poste Centrali |
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Tornando indietro per via S.
Zecca e voltando a sinistra per via G. Ravizza e via Priscilla, ci
troviamo in Piazza dei templi Romani e sulla sinistra è visibile anche
la Biblioteca Provinciale o quella che attualmente ne resta dopo le note
vicessitudini dovute al crollo di parte di essa nel giugno 2005. Nei
pressi vi è anche Largo San Gaetano con la Chiesa omonima ( che non sono
riuscito a visitare perche chiusa, ma mi riprometto di farla e di
decrivsrla in una prossima visita a Chieti ), edificata a spese del
comune di Chieti, come risulta dallo stemma di pitra sul portale. I
Tempietti romani, visibili nel loro insieme, nella immagine soprastante
o cliccando le piccoline al centro pagina, comunemente detti di S.
Paolo, sono stati riportati alla luce nel 1935 durante il risanamento
del quartiere e il ripristino dell'antica Chiesetta di San Paolo, per
l'interessamento del prof. Desiderato Scenna. L'insieme del
monumento è formato da tre tempietti; i primi due hanno cella, pronao e
cripta, mentre il terzo, che subì trasformazioni posteriori, presenta
solo la cella e la cripta. Quello quasi intero, che corrisponde
all'antica Chiesa di San Paolo, già conosciuta come sede originaria di
un tempio pagano, manca della scalinata che si estendeva nella zona
anteriore, dei pronai con le colonne e dei frontoni soprastanti. Che sia
stato costruito nel periodo romano risulta da molti elementi, primi fra
tutti la struttura muraria in calcestruzzo del primo e secondo tempio,
solidissima e rivestita con tasselli alternati in pietra e il laterizio
ad opus reticulatum. Tali testimonianze rivelano un periodo di massimo
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splendore che, con ogni
probabilità, deve riferirsi a quello dell'Imperatore Claudio,
come risulta anche da alcuni frammenti lapidari e scultorei. La
rozzezza della muratura e la poca finitezza delle parti fanno
supporre che il terzo tempietto
Tornando

cioè il più piccolo, sia
stato costruito in epoca tarda, nel III secolo, quando a
Teate fu fondata una colonia romana e si rese necessaria la
costruzione del Capitolium col conseguente culto delle tre
divinità tradizionali, Giove, Giunone e

Minerva. Le fondamenta
rivelano un periodo anteriore, per la presenza di mura formate
da grandi blocchi poligonali di tufo appartenuti indubbiamente a
un grande tempio del IV o V secolo a.C. perchè nel primo vano
della seconda cripta si apre un pozzo circolare della profondità
di 38 metri, che secondo un'ipotesi di Edoardo Galli, deve aver
preceduto il tempio italico nel recinto del quale si inserisce,
e deve aver avuto sin dalle origini carattere sacro. Nei vani
dei Tempietti e nelle cripte sottostanti si conserva una
importante raccolta di monete, frammenti scultorei, busti,
lapidi, iscrizioni, tutti provenienti dalla città e dalla
Provincia di Chieti. Mella stessa Piazza c'è il Palazzo delle
Poste, costruito nel 1927 su progetto del Genio Civile; a fianco
di questo edificio ci sono i ruderi di un quarto tempio romano,
nelle cui fondamenta appaiono pezzi d'opera in tufo e in pietra
calcarea regolarmente squadrata, provenienti da costruzioni
italiche. Unica nota dolente è la condizione in cui questo sito
versa, adesso di sera è un raduno di sballati che scarabocchiano
con le loro bombolette sparay sulle pareti e sui muri esterni
appena restaurati e al mattino si nota la traccia del loro
passaggio dal numero di lattine di birra lasciate a lordare quei
pavimenti esterni del sito.
Chieti - Biblioteca Provinciale

La Biblioteca Provinciale A.C. DE MEIS |
La Biblioteca Provinciale ha
un'architettura novecentesca e consta di due parti distinte: il corpo
principale della costruzione ( che ospita gli uffici e numerosi ampi
locali, modernamente attrezzati dopo la precedente restaurazione che
aveva permesso un nuovo rapporto con il pubblico anche con la creazione
di un bellissimo salone per le conferenze ) e una grande torre ( vedi la
foto sopra ), che si impone
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sulle architettura
circostanti, destinata a contenere un prezioso materiale
storico che attesta il nobile e glorioso passato della
Città di Chieti e di tutta la regione. La biblioteca è
ricca di circa centomila volumi ( adesso un pò meno dopo
le note vicessitudini dovuto al parziale crollo )fra cui
incunabili, cinquecentine, pergamene, manoscritti,
autografi e numerose rarità bibliografiche. Vi si
conservano i cimeli più importanti della fanciullezza e
della giovinezza di Gabriele d'Annunzio ( questi io li
ho visti di persona grazie alla mia amicizia col vice
direttore Di Tillio ), il manoscritto del "Piacere" del
medesimo d'Annunzio, le prime manifestazioni pittoriche
di Francesco Paolo Michetti (questi su fogli di quaderni
di scuola delle elemnentari ) nonchè numerose opere
d'arte, come rilievi di Modesto Parlatore e Costantino
Barbella e quadri di Tommaso Cascella e altri pittori.
Questo complesso che fu costruito tra gli ultimi anni
del periodo fascista e i primi di quello repubblicano,
sull'acquedotto romano |
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oggi rischia tantissimo.
Dapprima un crollo dovuto ad una restaurazione e poi le successive
piogge da giugno a settembre, data in cui si è deciso di fare un qualche
intervento di recupero della struttura. Il tempo è passato e si sta
tentando dopo aver salvato il salvabile ( per mezzo di un robottino che
ha recuperato i libri ) di imbragare la struttura e di tentarne la sua
rinascita. Nel frattempo dall'altra parte dell'edificio in questione,
davanti al SuperCinema si è aperta una profonda voragine di una ventina
di matri che rischia di far crollare altri edifici. Si sta tentando di
bloccare il tutto ma i tempi saranno lunghi e la biblioteca penso
resterà chiusa a lunga e la "cultura" a Chieti forse verrà relegata in
qualche magazzino alla periferia della città. Si fa il nome del Teate
Center, chissà........
@enio
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